I promessi, finalmente Sposi in Qatar, ai tempi del Covid-19

Oggi vogliamo raccontarvi una bellissima Storia d’amore che vi scalderà i cuori, vi riempirà gli occhi di gioia e vi farà riflettere. Quando l’amore vince su tutto anche sul Covid-19.

MW: Ciao Rossella, Come hai conosciuto tuo marito, hai voglia di raccontarci un po’ la tua storia?

R: Ho conosciuto Francis qualche mese dopo essermi trasferita in Qatar. Ho vissuto e lavorato sei anni a Londra prima di venire qui a Doha e sono contenta di aver fatto questo passo, nonostante la mia famiglia fosse un po’ spaventata e titubante riguardo la mia scelta, io sentivo che era il momento di cambiare, che la vita non mi avrebbe portato dove volevo arrivare se mi fossi seduta li’ comodamente ad aspettare una svolta.

Dovevo agire. il Qatar e’ uno stato musulmano in cui la religione e’ legge, in tutti i sensi. C’e’ proibizionismo sull’alcol, sul modo di vestire e specialmente sul contatto tra individui di sesso opposto. Ironicamente e’ proprio qui che, dopo aver lasciato alle spalle non solo l’Inghilterra, ma anche una storia sbagliata, ho deciso di cominciare a sperimentare il dating online. Ero pronta a mettermi in gioco e ricominciare.

Dopo diversi appuntamenti al buio fallimentari, eccolo, colui che oggi sono fiera di chiamare mio marito!

Ci demmo appuntamento ad un ristorante, cucina araba locale. Francis e’ libanese, la sua prima lingua e’ appunto l’arabo e dunque quel giorno se la gioco’ bene spiegandomi un po’ di piatti tipici e ordinando i piu’ deliziosi per farmeli assaggiare. Cominciammo a parlare come se ci conoscessimo da sempre, lui e’ un ingegnere chimico, estremamente erudito e con mente scientifica e metafisica, con idee e modi di pensare molto vicini ai miei. Parlammo dell’origine del mondo, di falsi miti storici e religiosi, di teorie scientifiche non ancora appurate e tanto altro ancora…. il pranzo fini’ quasi troppo in fretta e sembrava che avessimo ancora troppo da dirci prima di salutarci. Lui si e’ offerto di scortarmi a piedi sotto casa e mentre camminavamo lui noto’ questo centro Ludico, ci incuriosimmo ed entrammo.

Entrambi avevamo sempre voluto fare l’esperienza ‘’Escape room’’ e perché no, abbiamo scelto la stanza scientifica e abbiamo deciso di farci chiudere li’ dentro come previsto dal gioco, avevamo un ‘ora per aprire tutte le porte esclusivamente mettendo insieme le nostre forze. Ci siamo divertiti tantissimo li’ dentro, credo sia stato quello il momento in cui abbiamo davvero capito che eravamo un’ottima squadra, eravamo connessi, sulla stessa lunghezza d’onda. 

Francis purtroppo sarebbe ripartito prestissimo per il Libano, cercava lavoro in Qatar e non aveva avuto molta fortuna. Prima di incontrarmi aveva già deciso di tornare a nel suo paese, dunque quella fu la prima e l’unica volta che ci vedemmo prima di decidere di stare insieme.

Ci sentimmo tramite messaggi per 4 mesi prima di rivederci dopo quell’unico incontro.

Stavolta fui io a giocare ‘all in’. Dopo aver capito che Francis non era solamente una chiacchierata piacevole al telefono, un messaggio della buonanotte un concorrente di quizapp online, decisi di prendere un volo, andare in Libano e finalmente dargli un bacio. Dopo quattro mesi se lo era meritato. 

Nota divertente: i miei amici lo chiamavano Mark Caltagirone, pensavano non fosse reale ai tempi delle messaggiate!

·MW: Com’è avvenuta la proposta di matrimonio?

R: Questa e’ davvero una bella domanda. Francis e’ un uomo dalle mille risorse, un uomo originale dall’immaginazione senza limiti, vuole sempre superarsi e… perche’ no, superare la media.

Mi ha scritto una novella fantasy, un vero e proprio libro in hard copy, ispirato alla nostra storia, romanzato e reso incredibilmente entusiasmante. I personaggi richiamavano i caratteri dei nostri migliori amici e le mie sorelle nella vita reale. E’ un vero capolavoro.

Quel weekend decidemmo con i nostri amici di andare a fare uno dei nostri campeggi nel deserto, noi siamo appassionati campeggiatori.

Dopo aver trovato la location perfetta ed aver acceso il fuoco, ci sedemmo tutti in cerchio e cominciammo a chiacchierare e goderci la serata. Francis corse a prendere una cosa in auto, pensavo si trattasse di cibo, invece arriva con questo libro in mano e mi dice …’lo leggeresti ai nostri amici?  Questo e’ il libro a cui ho lavorato tutte queste notti quando rimanevo sveglio dopo che tu ti addormentavi personaggi ed avvenimenti sono ispirati ad una storia vera’…

Ero a dir poco esterrefatta, la copertina le illustrazioni  il linguaggio aulico stile racconto medievale utilizzato.

Il mio ragazzo e’ un genio. Ho cominciato a leggere, tra i commenti e le risate dei nostri amici sulla trama della storia andai avanti per un’ora prima di arrivare all’ultima pagina. Il gran finale in cui per spezzare l’incantesimo il guerriero chiede alla donna angelo di unirsi a lui in matrimonio per l’eternità’….

La novella Fantasy – Proposta di Matrimonio

MW: Come mai ti sei sposata in Qatar?

Sono italiana al 100%., nata e vissuta a Manfredonia provincia di Foggia. Studiato all’Università’ di Pisa e cominciato a lavorare e a continuare gli studi a Londra subito appena laureata.

Ci siamo sposati a Doha perche’ ad oggi viviamo qui entrambi, non volevamo fare torto ai nostri parenti in Libano e in Italia, dunque abbiamo scelto territorio neutrale per il rito civile.

Sicuramente il fatto di sposarci qui agevola le procedure legali per poter andare a convivere. Le leggi del Qatar non permettono a sessi opposti di trovarsi nello stesso appartamento contemporaneamente, e’ reato punibile con la galera. Per fortuna il Fratello di Francis vive in Qatar e quando lui e’ tornato qui per me ha potuto trasferirsi di nuovo da lui. Fino ad oggi che finalmente possiamo vivere insieme.

MW: Quali sono gli usi e costumi tradizionali del Qatar per i matrimoni?

In Qatar possono essere celebrati solo tre tipi di matrimoni : quello Cristiano, quello Musulmano e quello Civile solo in alcune ambasciate per determinate nazionalità’. (per esempio l’ambasciata americana non fornisce ai suoi cittadini questo tipo di servizio) 

Inoltre era necessario sposarsi in ambasciata italiana e non libanese, perche’ il libano essendo uno stato in cui vige la teocrazia, i matrimoni civili non sono riconosciuti. Questo vuol dire che avremo al piu’ presto un matrimonio cattolico in Libano per poter essere legalmente sposati anche nel paese di mio marito.

MW: Cosa ti ha spinto a celebrare lo stesso il matrimonio anche in questo stato di emergenza? Come mai non hai aspettato la fine di questo incubo?

R: Un po’ il proibizionismo di questo paese, non ne potevamo più’ di incontrarci come Tristano e Isotta.

MW: Da quanto tempo è stato programmato il tuo matrimonio?

R: Subito dopo quest’ultimo Natale.

MW: Vi siete affidati ad una Wedding Planner? Oppure hai organizzato tutto da te?

Assolutamente no. Noi siamo una squadra, abbiamo organizzato tutto da soli nei minimi dettagli. Fiori cioccolatini, dolci arabi, bbq, palloncini, torta. Tutto per una festa di matrimonio di trenta persone, organizzata nella corte con piscina della torre dove risiedo. La festa per ovvie ragioni, tre giorni prima e’ stata cancellata.

MW: È stato come te lo aspettavi il giorno più bello della tua vita?

Meglio. Sono andata a vestitrmi e truccarmi dalla mia migliore amica Betta una delle testimoni, con l’indispensabile presenza maschile di Francesco, nostro carissimo amico, che manteneva la calma tra le due.

Un po’ di ritardo, ma non troppo. Sono uscita dalla macchina di Francesco e ho visto lui , l’uomo piu’ affascinante che io abbia mai potuto immaginare, con gli occhi pieni di gioia e pronto e soccorrermi nel caso fossi svenuta per un calo di pressione.

E’ stato fantastico, alla fatidica domanda lui risponde “ma certo che si !’’

Non dimenticherò’ mai lo sguardo sorpreso dell’ambasciatore che rivolgendosi a me , mi dice ‘lo vedo parecchio determinato il ragazzo!”

Dopo la cerimonia siamo andati in alcuni punti della città’, ormai deserta, per fare qualche foto e dopodiché’ tutti a casa di Betta per mangiare qualche tramezzino preso al volo e stappare una bottiglia di spumante. Eravamo in 8. Gli sposi, i due testimoni e quattro amici. ( misure covid-19)

Rossella e Francis, in una Doha vuota

MW: Hai dovuto rinunciare a qualcosa? Avevi preso accordi con fornitori che hai dovuto disdire?

R: Ho dovuto disdire tutto. Catering, non so nemmeno se ci daranno il rimborso. Per tutto il resto ce la siamo cavata bene. Abbiamo 4 kg di cioccolatini da consumare, ma questo non e’ un problema.

MW: Quali sono le difficoltà che hai avuto nell’organizzazione del matrimonio?

R: L’Ambasciata italiana a Doha. Se devo essere onesta abbiamo dovuto affrontare innumerevoli difficolta’ nel procurarci i documenti richiesti a mio marito al fine di fare le pubblicazioni di matrimonio. La comunicazione e’ stata pessima, i tempi lunghissimi. Eravamo totalmente frustrati e depressi, quando per la terza volta che andammo li’ a presentare i documenti completi attestati tradotti in italiano e appostillati dall’ ambasciata italiana in Libano, ci dissero che Francis sarebbe dovuto tornare in Libano solo per avere un’ulteriore documento che chiarisse la provenienza del cognome del padre. E’ stato inverosimile.

MW: Ti è mancata la vicinanza dei tuoi cari?

R: Sicuramente e’ mancata a entrambi. Mio padre non ha mai viaggiato nella sua vita, mai uscito dall’Italia. Alla notizia del mio matrimonio, e’ andato in questura a richiedere il passaporto

Stessa cosa per i parenti di Francis, avevano intenzione di fargli una sorpresa. Ma abbiamo detto a tutti, prima che chiudessero gli aeroporti, che non volevamo mettere la salute di nessuno di loro a rischio. Abbiamo vietato loro categoricamente di mettersi in viaggio. 

MW: Come ha influito lo stato di emergenza del Covid-19 sul tuo matrimonio?

R: Con tutte queste cose sopracitate. L’assenza dei parenti in primis, poi il fatto di aver dovuto rinunciare ad una vera, seppure modesta, festa. 

MW; Avete intenzione di fare una festa alla fine dell’emergenza Covid-19?

Certo. Stiamo programmando una festa in Libano dopo la cerimonia religiosa. E poi una in Puglia, in cui la religione sara’ orientata sul sacro cibo!

MW: Avevate programmato un viaggio di nozze? Se si avete dovuto rinunciare?

R: Non avevamo programmato ancora le ferie, dato che quest’anno avremmo dovuto prendere diversi giorni fuori da lavoro per poter organizzare le rispettive feste in Libano ed in Puglia.

Ma L’emergenza Covid-19 ironicamente ci ha dato la possibilità di isolarci subito dopo le nozze per tre giorni nel fantastico resort di Banana Island. Una scena paradisiaca e caraibica offerta dal Qatar in un’isola quasi totalmente deserta a causa dell’emergenza, ma per questo estremamente romantica per noi. 

Noi di Myosotis vogliamo rinnovare i nostri migliori auguri a questa bellissima coppia. La vita e le circostanze vi hanno fatto incontrare e che la gioia di questo momento, vi accompagni per tutta la vita!

Rosselle e Francis, 19 Marzo 2020